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Lavoro, Cresce La Voglia Di Apprendistato

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Anche nella Sibaritide i più giovani guardano con interesse alle nuove strategie del Governo che vuole mettere in pratica l'Apprendistato sin dai banchi di scuola così da garantire ai ragazzi una preparazione specifica in vista del sospirato salto ai piani alti dell'occupazione personale. Ecco che se ne dice.
Tempo di cambiamenti in ambito scolastico, i giovani potranno essere avviati nel mondo del lavoro a soli 15 anni se solo il Senato darà il via libera definitivo. La proposta riguarda in modo particolare i giovani che non hanno intenzione di continuare i loro studi. Si parla di apprendistato, che verrà considerato come un normale anno scolastico e sarà valido per assolvere l’obbligo formativo che termina a 16 anni.
Nuovi cambiamenti e nuovi mormorii tra coloro che risultano essere i protagonisti della nuova proposta. Tra i vari commenti ecco come reagisce la gioventù dello Jonio della quale si fa porta voce uno dei tanti. «Però non metteteci il mio nome», ci chiede e lo accontentiamo. Da qualche giorno si parla della nuova proposta del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che prevede l’apprendistato come ultimo anno scolastico. Ancora una volta i giovani al centro di nuove proposte, perché?
«È normale che al centro delle nuove proposte vengano messi i giovani visto che i giovani sono il futuro del mondo e non si deve soltanto pensare a salvaguardare e fare leggi a favore di persone già in possesso di un lavoro».
Per l’ultimo anno di obbligo scolastico è previsto l’apprendistato. Credi che porterà a qualcosa di positivo o al contrario qualcosa di negativo ai giovani d’oggi?
«Sicuramente porterà qualcosa di positivo. Almeno io lo spero e come me tanti altri che vogliono guardare al futuro con un certo ottimismo. Vogliamo lavorare e guadagnare con onestà. Quindi sì, è un qualcosa di positivo».
Positivo, perché?
«Positivo perché permetterà di crearci un’esperienza utile per il nostro futuro».
L’apprendistato inciderà in maniera notevole sulla formazione dei giovani?
«Sì, perché avremo un approccio diverso nei confronti del primo lavoro avendo già un’ esperienza alle spalle».
Il ministro sostiene che, così facendo, si cerca di evitare la dispersione scolastica. Sei d’accordo?
«Sì, perché è inutile obbligare un ragazzo a studiare se ha la voglia di lavorare. Meglio aiutarlo a integrarsi a ciò che vuole fare, cioè lavorare».
Rispetto allo Jonio, credi che sia un territorio capace di garantire in maniera efficace l’apprendistato ai giovani?
«Lo Jonio non è poi così differente dal resto dell’Italia, certo è che gli imprenditori e i datori di lavoro di tutta Italia dovranno collaborare a mettere a proprio agio tutti noi».
Insomma sei fiducioso?
«Tutto sommato sì, perché non ci troveremo di fronte niente di nuovo quando inizieremo a lavorare».
Questa proposta servirà a rendere tutta l’Italia più efficiente e operativa oppure no?
«Credo di sì, lo spero. E ciò perché con questa riforma si dovrebbero ridurre vagabondi e ragazzi nullafacenti che vanno all’Università per divertimento. Sicuramente dopo una prima esperienza noi giovani saremo più invogliati a lavorare e comunque avremo di più le idee chiare su che fare».
 
 
Commenti
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Loredana Chiarello   |87.16.3.xxx |2010-02-06 15:09:21
NOn voglio entrare nel merito della questione del riassetto delle scuole
superiori forse non mi compete ma semplicemente dirò che,secondo me,il dato
peggiore che crea più danni è rappresentato proprio dalla cancellazione di
fatto dell\'obbligo scolastico a 16 anni.In un mondo nel quale non solo
serve estendere e migliorare il livello di formazione dei giovani e dove tutti i
Governi dei Paesi di vecchia e nuova industrializzazione stanno facendo queste
scelte, noi come sempre camminiamo all'indietro.
Con il decreto legge 1441, il
Governo ha di fatto modificato l’articolo che stabiliva l’età di accesso al
lavoro non prima dei 16 anni e quindi l’istruzione obbligatoria fino a
quell’età. Eppure le aziende chiedono alla scuola giovani preparati, con
competenze adeguate in italiano, inglese, matematica e informatica; non è
distogliendo i giovani dalla scuola che si insegna loro il “saper fare”.
ciccio  - vamos   |213.26.205.xxx |2010-02-06 00:19:04
sogna che l'erba cresce: ma chi mai fara qualcosa x i ragazzi del sud?
Loredana Chiarello   |87.16.3.xxx |2010-02-06 15:11:08
Si sarebbe dovuto tener presente che l’obbligo d’istruzione non può essere
risolto con l’apprendistato. La preoccupazione maggiore del sistema scolastico
italiano è ed è stata sempre quella di far fronte a situazioni di disagio che
spingono gli studenti ad abbandonare gli studi, fattori da ricercarsi
principalmente nella famiglia e nell’ambiente sociale d’appartenenza.
Allontanandoli dalla scuola, il Governo non solo favorisce l’abbandono dei
banchi,ma rende impossibile affrontare e superare le cause di questo fenomeno.
Anonimo   |213.26.205.xxx |2010-02-07 10:03:32
Serietà vorrebbe che certi ministri stanno zitti! Almeno questo!
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