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Ss 106 Jonica, «Soltanto Parole»

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Al di là dei proclami di sempre sul futuro della Ss 106 Jonica, anche l'ultimo faccia a faccia istituzionale presso il Castello ducale di Corigliano Calabro lascia l'amaro in bocca ai tanti che da sempre lottano per avere una Superstrada costiera meno pericolosa. Ecco l'amarezza della società civile.
 
La scorsa settimana nel Castello ducale di Corigliano si è tenuto un incontro cosiddetto istituzionale per discutere sullo stato dei lavori riguardanti la Ss 106, strada per la quale noi stiamo discutendo già dalla nascita del Gruppo di protesta su Facebook, vale a dire dal settembre 2009.
Noi non eravamo stati invitati a partecipare a questo incontro data la presenza di personaggi illustri, ma avevo anche avvisato che io e altri amici del Movimento avremmo partecipato lo stesso a questa sfilata per poter osservare da vicino e renderci conto meglio di quello che è lo stato dell’arte circa i lavori riguardanti la stessa Ss 106 Jonica. Cosi è stato e insieme ad altri amici abbiamo preso parte all’incontro. Il sindaco di Corigliano, l’onorevole Dima e, udite udite, anche l’ingegnere Laganà dell’Anas, hanno ricordato, nel corso dei loro interventi, per chi non lo avesse ancora capito, che per loro le Associazioni e i Movimenti di cittadini, né servono né tantomeno possono avere alcuna voce in capitolo.
Il che sarebbe come dire che una volta presi i voti dai cittadini, voti che gli permettono di stare li nell’alto delle loro poltrone, non servono più a nulla le lamentele o le richieste, o meglio ancora le proposte che vengono dal basso, dalla gente comune,dagli elettori, perché loro sono molto bravi a far valere il ruolo istituzionale che ricoprono, molto modestamente, da non avere bisogno di alcun suggerimento, né tantomeno possono essere distratti o disturbati dal vulgo nell’esercizio delle loro nobili funzioni.
Nell’occasione dell’intervento di Laganà, mentre costui faceva scorrere sul monitor immagini riguardanti i vari progetti messi in atto dall’Anas e quindi dal Governo centrale, che è molto attento ai problemi del Mezzogiorno, mentre scorrevano questi fiumi di finanziamenti dell’ordine di milioni e milioni di euro, e la platea non riusciva a decifrare il loro corrispondente valore in lire, ecco che mi sono alzato e ho posto una domanda all’ingegnere. Precisamente ho chiesto come mai si parlava di lotti e megalotti che riguardavano tutte altre parti della 106 Jonica - per esempio Montegiordano-Sibari, Sibari-Firmo, Crotonese, Ponte sul Trionto eccetera - mentre nulla era previsto per quanto riguardava il territorio ricadente nei Comuni di Corigliano, Rossano e Cariati.
A questa mia domanda il sindaco mi ha invitato a restare in silenzio poiché ero un elemento di disturbo alla loro riunione costruttiva, dicendo che lei non aveva dato nessuna possibilità ad Associazioni e Movimenti per intervenire nel dibattito. Quindi mi ha zittito, e io che sono cittadino e persona educata, dopo un accenno di protesta, ho preferito non infierire allontanandomi dal loro Salone degli specchi, essendo loro gli attuali proprietari del nostro amato maniero.
A onor del vero in soccorso delle Associazioni sono venuti poi, nel corso del prosieguo dei lavori, le dichiarazioni dell’onorevole Pacenza, del sacerdote Madeo e del sindaco Gallo, secondo i quali il nostro apporto a questo tipo di iniziative è, invece molto importante. Cosi stanno le cose. Ora leggo sui giornali una dichiarazione del sindaco Straface, la quale, ritenendosi come sempre molto contenta e soddisfatta per la riuscita della manifestazione elettorale del 31 gennaio, ha puntualizzato che ci sarà un tavolo dei sindaci della Sibaritide che lavorerà in stretto contatto con l'Anas per individuare i posti più pericolosi della 106 che andrebbero messi in sicurezza.
Chiaramente noi non siamo stati chiamati in causa per dire la nostra nemmeno a questo banchetto. Ora vengono spontanee alcune riflessioni: dopo le nostre lamentele e riunioni seguite dal tam tam mediatico i nostri cari politici hanno cominciato a sedersi e parlare del problema Ss 106. Il sindaco di Corigliano disconosce i punti più pericolosi della Statale 106. Noi avremmo potuto aiutarla a individuarli e magari suggerirle anche alcuni piccoli interventi per metterli in sicurezza e qui non occorrono milioni di euro. Noi del Movimento, cosi come gli altri nati per questa giusta causa, non ci arrenderemo mai, ne va delle nostre vite.
Ammettiamo pure che tutti ‘sti milioni di euro stanziati dal nostro caro Governo ci siano davvero, io me lo auguro, cosa faremo per mettere in sicurezza la strada da qui fino ai prossimi 50 anni, quando finiranno i lavori per i megalotti già andati in gara? Cosa farà il Governo per i tratti di Statale che ci riguardano più da vicino e per i quali a oggi non è stato stanziato nemmeno un centesimo?
Ecco questi sono i nostri dubbi. Loro invece hanno le idee chiarissime: l’importante è che la società civile non li disturbi nel prosieguo dei loro lavori molto ben retribuiti. Facciamo silenzio, stanno lavorando per noi. La campagna elettorale è appena cominciata...
 
 
Commenti
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ciccio  - stop   |213.26.205.xxx |2010-02-06 00:28:03
non faciamoci piu feegare da questi comizzi di paese la gente muore
vergogna!
onda   |213.26.205.xxx |2010-02-07 10:05:40
Tanto non cambia niente!
LIBERAL   |213.26.205.xxx |2010-02-11 06:09:54
E LA GENTE MUORE
pierpaolo  - E90-SS106   |91.80.206.xxx |2010-02-20 09:43:41
... TECNICI E POLITICI UTILIZZANO I DISAGI E LE DISTORSIONI DEL NOSTRO
TERRITORIO PROPRIO PER LEGITTIMARSI. I POCHI SOLDI INVESTITI (solo in brevi
periodi particolarmente disagiati per la viabilità e per motivi
elettoralistici: vedi la bitumazione durante le recenti provinciali) E UNA
QUANTITà INDESCRIVIBILI DI PROMESSE ORMAI VENTENNALI. DUE SONO I PRINCIPALI
RESPONSABILI DI QUESTO STATO DI COSE L'ANAS E LE FERROVIE.
UNA PROPOSTA:
ASFALTARE LA FERROVIA (per farne una seconda corsia unidirezionale...)
Loredana Chiarello   |79.15.91.xxx |2010-02-23 11:25:13
Per noi altri nati e vissuti qui intorno, che abbiamo tirato a campare sotto la
tutela di intermittenti fondi pubblici e altrettanto intermittenti promesse
pre-elettorali e che ,anche a causa delle cronache nere, siamo rimasti
inchiodati al sigillo di “gente difficile”,ci vuole un volo pindarico di
fantasia per riuscire a sperare in un futuro diverso. ma dobbiamo continuare a
crederci.....perchè questa nostra terra riesca a sopravvivere....
Loredana
Chiarello
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