Così lontane e così vicine... Le protagoniste della vita quotidiana nazionale, specie se con addosso una certa fama, lasciano il segno anche nei discorsi «al femminile» delle Periferie. Da Veronica Berlusconi in poi, certi amori al capolinea insegnano anche alle donne del Sud...
Per meglio inaugurare l’anno appena iniziato non poteva mancare il solito sexy-gate capace di appassionare anche le Periferie di casa nostra. Solito turbinio di «si dice» che tanto «si dice» non è, dal momento che a parlarne sono le fonti interessate.
Per esempio, Cinzia Cracchi, ma prima ancora Veronica Lario. Con il destino comune di aver amato o comunque di essere state le compagne di uomini «abbastanza in vista», uno dei quali è addirittura nella classifica dei più ricchi del mondo. Due donne e due uomini che apparentemente sembrano far tremare l’establishment politico del sindaco bolognese e la corte dei miracoli che sta attorno a Silvio Berlusconi. Così, miracolanti e miracolati non sono più tanto certi del fatto che una donna davanti a due o più soldi possa sopportare usi e abusi di un compagno o di un marito.
Tuttavia non è questo l’elemento rilevante che accomuna le due vicende. Quel che qui interessa è dare qualche input per una lettura critica delle vicende che, da tutte le parti politiche soprattutto, rischiano di essere strumentalizzate per fini non del tutto utili alla nostra riflessione. Dunque la donna.
È chiaro che dobbiamo convenire con Miriam Mafai quando su Repubblica (28 gennaio) scrive che non si sente rappresentata né dalla compagna del sindaco bolognese né, aggiungo io, da Veronica Lario. Dobbiamo sentirci in buona compagnia se, come lei, crediamo che il «personale è davvero politico», come gridavano le femministe nelle loro prime manifestazioni di qualche decennio fa.
Il personale, la sfera cioè degli affetti e delle relazioni, non può non riferirsi a delle scelte che necessariamente fanno un tutt’uno con la sfera sociale e con essa la visione delle cose, del mondo e del suo destino, compresa l’idea della giustizia per esempio. Bene hanno fatto le due donne a fare outing sulle loro vicende personali, facendo con questo capire quanti anni siano passati dai silenzi delle nostre nonne e delle nostre mamme, mettendo a nudo una certa illusione di impunità maschile stratificata secolo dopo secolo.
Oggi le donne parlano e non c’è più da contare sul loro silenzio-assenso: mogli o amanti o prostitute. E le parole aprono le cose. Ma attenzione. A essere smascherata però non è soltanto l’impunità maschile, ma con essa tutte le relazioni fra i sessi appaiono nude, come il re: domandano una certa cura e una certa responsabilità. Come se a essere invocato non sia soltanto l’abbattimento della subalternità femminile ma più ancora un richiamo di attenzione verso le relazioni stesse, talvolta rivestite di luccicante ipocrisia per salvare la faccia a questo o a quello. Insomma ce n’è abbastanza per pensare davvero che non pochi sono stanchi di quell’Italietta dalla morale doppia e tripla, dei vizi privati e delle pubbliche virtù.
Che gli uomini (politici) non se ne rendano conto, è un indice non secondario della loro distanza dalla realtà. Ma che a reiterare certi modelli siano delle donne, e certe donne in particolare, diventa elemento alquanto irritante per quell’indefinito gruppo di donne che non si sentono per nulla protette né sotto l’ombrello del femminismo né sotto quello, rassicurante ed equidistante, dagli estremi del femminile e del maschile. Appare evidente infatti, che nemmeno in questo caso le donne si riscattano da certe disparità.
Non c’è da essere ottimiste se una donna come Cinzia Cracchi capisce che la sua storia d’amore con Del Bono finisce con la disattivazione del bancomat. Dove e come stava quando il sindaco glielo aveva attivato? E poi, volendo continuare con gli esempi, come fanno le donne a sentirsi in buona compagnia quando assistono alle beghe divorzili tra Veronica e Silvio a colpi di milioni di euro?
Il personale è politico qui più che altrove. E le battaglie che le donne conducono da anni per il riconoscimento delle loro capacità non si vinceranno né nelle camere da letto né nelle aule dei tribunali chiedendo e lottando per ridicoli o cospicui assegni di mantenimento, fosse pure per mantenere tenori di vita fatti di ricchi premi e cotillons.
Il personale è politico: difficile stabilirne i confini quando a volerlo dimostrare è Veronica Lario che in più di un’occasione ha preso pubblicamente le distanze dal sistema personale e politico dell’ex coniuge e che però, adesso, rivendica quel sistema di vita e di valori fatto di cifre a molti zero. Come se nulla sapesse e fosse senza quell’assegno o tfr, diversamente detto. Come se vuota fosse la sua vita dopo tanto tintinnare di monete e di smeraldi. Il suo personale appare cosi molto più simile a quella stessa politica (come insieme di valori e di scelte) che ha tante volte stigmatizzato anche sulla stampa.
Dov’è la scelta di campo? Dove l’inversione di rotta in una donna che, associandolo al marito, fa conoscere agli italiani il significato della parola «ciarpame»?
Ci si sarebbe aspettato di più da chi ha assunto posizioni cosi coraggiose. Lei non è una delle donne del nostro Sud: spesso inoccupate o con lavori precari, costrette a fermare le lancette della Storia che avanza, accettando quindi di essere mantenute da ex compagni o ex mariti, subendo talvolta violenze e stalking. Che un bancomat non l’hanno mai avuto. Che un viaggio non l’hanno mai fatto. Che, se pur volessero, nemmeno le possono raccontare le loro vicende, spaventate come sono da un ambiente, spesso ostile verso una donna sola.
Nessuna vittoria sul potere maschile. Sciocchezze. Non servono vittorie. Non queste. Qui, e dappertutto, la donna perde e perderà ancora se dopo le camere da letto sceglierà l’euro come moneta di scambio tra la capacità di fare impresa su se stessa e l’allettante richiamo di un mantenimento vitanaturaldurante. Che si lascino ad altri e ad altre queste ultime soluzioni.
Per esempio a quelle donne che, venendo da un passato di stenti, invece di ricordarne la dignità se ne vergognano e fanno di tutto pur di non rimanere con le pezze...