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Scuola, A Ognuno La Sua... Parte

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Come cambia la Scuola in Italia, anche nelle Periferie meridionali. Una sentenza restituisce ai genitori italiani le loro responsabilità tradizionali. E offre al mondo scolastico nazionale la possibilità di riprendersi il proprio ruolo, la propria dignità. Così lo Stato torna a essere il modello positivo di sempre.
 
Sentite bene: genitori colpevoli se non insegnano i sentimenti. Milano, violenza a scuola, dal Sole 24 Ore: l’alunno cade, il prof non ha colpe. Nessun controllo se si viola la privacy, da ItaliaOggi. Educazione dei figli, qualche scappellotto ci scappa sempre. Prevalgono comunque affetto e dialogo: dalla Gazzetta del Sud. La mini rassegna giornalistica proposta mette a fuoco la tendenza, attuale, di attribuire ai genitori la colpa della scarsa o nulla educazione dei figli, quando questi sono a Scuola per la formazione della personalità e commettono monellerie oppure atti di bullismo o altri gesti di microcriminalità.
Dichiarato che i nostri studenti della Scuola italiana sono assolutamente normali e, cioè, come i colleghi delle Scuole, a mo’ d’esempio, dell’Unione europea... considerato che la vivacità e la dinamicità - sino all’iperattività - sono caratteristiche comportamentali diffuse tra i giovani del nostro tempo... e convinti, infine, che i ragazzi hanno «dentro» ciò che vedono e vivono «fuori» e viceversa, e che nessuno ha preparato, miratamene, per loro un ambiente negativo, conflittuale, aggressivo, ebbene, quali tendenze notiamo oggi sotto il profilo della Giurisprudenza e, in particolare, della Legislazione scolastica? Insomma, si può affermare, verosimilmente - riflettendo sulla Storia della Scuola del nostro Paese degli ultimi cinquant’anni circa - che l’enfasi del Legislatore, prima posta sull’Istituto della Culpa in vigilando e poi spostata sull’Istituto della Culpa in educando, si vada oggi consolidando? Parrebbe proprio di sì. Il tempo della delega delle Famiglie alla Scuola, per l’educazione e istruzione dei figli, è finito. E già da un po’.
La stagione del Tempo pieno - primi anni Ottanta - modello vincente all’epoca come tempo pieno a Scuola - e con conseguente affidamento ai docenti della formazione dei figli e sempre crescente de-responsabilizzazione dei genitori - è tramontato per tante ragioni sia socio-culturali sia politico-economiche. In questi ultimi anni, la Scuola è stata troppe volte «toccata», nel bene e nel male. Che essa andava riformata era evidente, almeno per le persone che ce l’hanno a cuore e l’amano. Tuttavia, ogni riforma democratica parte sempre «dal basso», dalle esigenze e bisogni degli insegnanti, dei genitori, dei vari operatori del sociale che con l’Istituzione scolastica lavorano. Solo dopo, chi governa raccoglie le istanze e, politicamente, considera il da farsi.
Il Tribunale di Milano, anche in riferimento alla Cassazione (numero 9556/2009), facendo capo all’articolo 2048 del Codice civile, non ritiene valide le giustificazioni dei genitori dei ragazzini che, ripetutamente, hanno violentato una loro coetanea. Il Tribunale, difatti, ritiene leggera la giustificazione dei genitori e, al contrario, invoca una responsabilità che doveva consolidarsi nel tempo della vita di crescita dei figli. In effetti, «i genitori avrebbero dovuto non solo insegnare regole e modelli di comportamento, ma anche fornire ai figli gli strumenti indispensabili da utilizzare nelle relazioni, anche di sentimento e di sesso...».
Dal canto suo, la Corte d’appello di Trieste (sentenza numero 375/09), ragionando su quanto accaduto in una gita scolastica, fa salva la colpa dei docenti al seguito e al controllo degli studenti. Difatti, per la studentessa, che fuma uno spinello e poi sale e cade dal balcone creandosi lesioni gravissime che si sono trasformate in invalidità permanente e totale, non è colpevole la Scuola e i docenti di accompagnamento. La Corte ha ritenuto che tutta la gravità del fatto ricada sulla ragazza stessa - quasi maggiorenne - e sui suoi genitori, che non hanno provveduto a un’educazione adeguata, come il rifiuto droghe eccetera.
La famiglia della studentessa, che aveva promosso l’azione giudiziaria contro la Scuola, si è vista prima rigettare la domanda dal giudice del primo grado, poi, dal giudice per la sentenza in appello: e infine l’obbligo del pagamento di novemila euro per le «spese di lite».
 
 
 
Commenti
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LIBERAL  - RAGIONIAMO   |213.26.205.xxx |2010-03-06 16:55:55
CHI HA COLPA SE DELLA SCUOLA NON CI FIDIAMO PIU NESSUNO?
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