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Sud, Internet Premia Le Donne

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C'è un posto, anche al Sud, dove le Donne sono protagoniste infine: è internet. Sul web il mondo femminile meridionale trova spazio e forza per farsi sentire e urlare tutto il suo desiderio di libertà. Così si vive la particolare utopia di una società perfetta per le moderne Penelopi del nostro Mezzogiorno.
 
Mentre in politica si deve prendere atto, ancora una volta, di un’altra occasione perduta dai partiti per pareggiare la rappresentanza maschile con una qualificata presenza femminile nelle liste e, quindi, nei governi regionali, per così anche riparare alle ripetute offese rivolte alle donne, risalta finalmente – in un altro campo – un dato pari: quello della popolazione internet italiana.
Le donne hanno ormai raggiunto quasi il 50% degli abituali frequentatori della rete, dei social network, delle web community, dei blog, di Facebook. Da una prima importante indagine dell’Osservatorio IWR-Interactive Woman Report – con l’obiettivo di far conoscere e approfondire le modalità di comportamento, degli usi e costumi, delle opinioni, dei consumi e degli stili di vita delle donne over 18 anni, e che ha raccolto su un campione di 4.000 Internet user (attraverso criteri logici, metodologici e statistici) oltre 3.000.000 dati – si rileva che circa il 64% delle donne internet user ha un’età compresa tra i 25-44 anni; il 37,8% è residente al Nord Ovest; la maggior parte delle donne ha un livello di istruzione medio-alto (il 62,9% con diploma di scuola media superiore e il 25,6% con laurea); le donne che lavorano e che utilizzano la rete è pari al 72%.
Evviva, allora, la tecnologia e le comunicazioni info-telematiche ! una virtuale società in cui i cittadini sono equamente ammessi – senza distinzioni di genere – alle informazioni, alla partecipazione, all’espressione del proprio pensiero e delle opinioni personali su una pluralità di argomenti, che agiscono con pari dignità di diritti e di doveri. Quasi come l’immaginaria isola de L’Utopia di Thomas More, opera ispirata alla dottrina neoplatonica, che richiama, a sua volta, la Repubblica di Platone. Una società ideale, la città perfetta in un non-luogo, di cui anche More derivò il termine dal greco antico con un gioco di parole fra ou-topos (cioè non-luogo) ed eu-topos (luogo felice): quella descritta in cui tutti possono, nel tempo libero, dedicarsi alle proprie passioni e professioni abituali, soprattutto allo studio delle scienze e della filosofia. Mentre, chi infrange le regole è scacciato da Utopia e tutti hanno diritto a una vita pacifica, il cui fine è il ben-essere.
Internet come L’Utopia?
Dunque, un luogo felice inesistente che sta permettendo alle donne di poter partecipare, anzi interagire per informarsi, per comunicare, per tenersi aggiornate professionalmente, per svagarsi dalla quotidianità, per ampliare la sfera delle amicizie, delle relazioni e dei contatti professionali. Con modalità finora inimmaginabili: una provvidenziale a-temporalità, cioè senza il vincolo di orari prefissati, dell’affanno del tempo che manca a causa dell’eterna contemporaneità degli impegni che scandisce la vita delle donne. Associata da una vantaggiosa a-spazialità che consente loro di non spostarsi, di non allontanarsi dalla propria abitazione, di non affrontare né il traffico urbano né i sensi di colpa che accompagnano i rari momenti che le donne concedono a se stesse. Ma, la partecipazione attiva delle donne, in rapida e silenziosa ascesa numerica, è andata oltre le più rosee previsioni degli esperti dei fenomeni legali al mondo web.
I tempi, per loro, sono maturati in maniera velocissima, dimostrando una vivacità e creatività tutta al femminile. Le donne, non solo scelgono internet per accrescere e per valorizzare le proprie competenze, ma hanno deciso di partecipare ai temi «elevati», agli argomenti cosiddetti «impegnativi» o convenzionalmente «per uomini». Aprono blog, pagine e gruppi Facebook, discutono su forum, magazine elettronici e liste di discussione, cercando ambienti interattivi a propria dimensione, tant’è che Massimo Mantellini, noto blogger, in occasione del laboratorio Technèdonne, ha affermato che internet resta una grande arena di «valore assoluto» senza biglietto d'ingresso dove le donne, con la loro mai abbastanza sottolineata sensibilità ed intelligenza, la faranno presto da padrone.
Le donne stanno procedendo, ora, verso una scelta intellettuale, di consapevolezza e di conoscenza. Anche con le emozioni e con l’anima, vogliono partecipare attivamente alla vita sociale e alla cosa pubblica, assumersi la responsabilità delle proprie opinioni, far sentire la voce delle Donne sulle scelte importanti per il presente e per futuro del Paese.
Questo è lo spirito che anima uno dei più numerosi gruppi Facebook gender oriented (oltre 12.000 persone aderenti), partecipato e vivace, con un pizzico d’ironia denominato Donne che si sono stese sui libri e non sui letti dei potenti (e... uomini che le amano così), nato a Lecce nel giugno 2009. Quando lo fondammo non avevamo l’esatta percezione di come con questo mezzo si potesse, così in poco tempo, rappresentare l’agorà virtuale di una società perfetta… l’Utopia.
Un non-luogo originale ed ideale di dialettica su vari argomenti, di iniziative (es.eventi on line in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, per la difesa della Costituzione, ecc.) e di proposte (es.petizione sul Fattore D il voto delle Donne), dove condurre importanti battaglie ideali per la dignità della persona, a prescindere dal sesso e dalle condizioni personali e sociali, coralmente con tanti uomini e donne, con la forza delle idee e della condivisione.
Non immaginai, certo, che la progettualità virtuale si potesse anche trasferire in eventi virtuosi reali, e così trovarmi il prossimo 8 marzo al Comune di Firenze, con altre donne blogger, a presentare il libro «Mamma senza paracadute» di Lidia Castellani, premio UNESCO per i diritti umani. Meglio un 8 marzo, nell’isola dell’Utopia, piuttosto che nell’Isola dei Famosi, per rendere omaggio alle moderne Penelopi, che stanno tessendo una rete virtuale per poi passare a un impegno virtuoso reale.
Auguri, a tutte le Donne che si sono stese e che sono stese sui libri e …agli Uomini che le amano così.
 
* vice presidente dell’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda
 
 
 
Commenti
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Annarosa  - Poteri   |79.29.194.xxx |2010-03-09 10:47:51
Non sono sicura che internet ci possa riscattare, Non subito. La donna merita
spazi veri e che le garantiscono dignità. Ma ora.
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