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Web, Che Male Fa Un... Piattello

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A Corigliano c'è chi si scandalizza se SibariTv dà spazio all'ex candidato a sindaco Piattello. In altre occasioni ci sono altri Soloni che puntano il dito contro altre situazioni simili. Ma è solo un modo per non guardare in faccia la realtà. O di apparire in qualche modo, di essere protagonista, di contare un poco...
Tempi difficili. Lo dice Tremonti, lo insegna la Grecia. E se al Nord non si ride, al Sud si piange ancora di più. Poi però facciamo i conti con una realtà che i media ci presentano come quella del Paese delle Meraviglie. Come se gli Italiani fossero tutti nelle condizioni di poter spendere e spandere. Dal film Videocracy, è chiaro il meccanismo che è sotteso alla logica che incombe.
Apparire, mostrare, rappresentare. Poco importa se la sostanza non corrisponde alla forma. Al Nord come al Sud. Così, nelle nostre Periferie c’è sempre il consiglietto per gli acquisti. Per le donne, per esempio, basta dare ascolto ai suggerimenti del premier di trovarsi un uomo ricco. Poco importa come, dove e perché. Basta che lo sia. Basta che soddisfi le vanità di talune che, in tempi di videocrazia, scoppiano.
Difficile resistere al consiglietto del premier in tempi di bisogno. Per una donna il bisogno è legato alla sopravvivenza più che per un uomo e nel Sud più che al Nord. Per una serie di motivi che non stiamo a ripetere. Non ultima la scarsa occupazione insieme al ruolo che giocherebbe l’apparenza nel mercato alimentato a suon di vanità.
Non sempre però gli orpelli sono intonati come la sinfonia di Beethoven. Davanti a certe stonature, la sensazione di stare a guardare certe vetrine umane è di assoluta pietas. Ci sono persone modeste e umili che anche quando indossano stracci emanano una ricchezza di stile davanti alla quale alcuni, debbono arretrare. Altri invece che li vedi da lontano che con l’eleganza non ci azzeccano.
Contraddizioni e metafore che appartengono anche ai modelli di comunicazione che circolano in un territorio. Perché, combinazione, a chi fa della rappresentanza un dovere sociale alcuni fenomeni piuttosto trash danno proprio fastidio e provocano un disturbo quasi ossessivo compulsivo. Se ne vuole parlare?
Il caso Piattello per esempio. Si leggono i commenti che gridano allo scandalo perché farebbe fare una pessima figura alla nostra Corigliano. Ok, diciamola tutta. Il nostro è un personaggio che parla un Italiano approssimativo, che non possiede alcuna tecnica della comunicazione professionale, insomma un personaggio che, in una parola, fa sorridere. Quindi? Quindi pare che sia vietato sorridere in questo territorio. Non va bene, non si addice ad una zona che rappresenta, ma solo per gli illusi, un miracolo di sviluppo e di ingegno. Pare brutto. Appunto pare. Che vergogna, che scandalo!
Ora, la nostra zona presenta una ricca offerta in termini di Informazione: qualche Tv analogica, qualche Testata e diversi siti di informazione sul web. Piattello è solo una goccia nel mare magnum di una Informazione locale tranquilla, lucidata e tirata a nuovo. Che conta, resiste. Che rappresenta degnamente la Corigliano bella, onesta, efficiente e moderna.
In democrazia possono esistere modelli di Informazione alternativi rappresentati da personaggi reali senza arte né parte? Perché no! Che ben vengano. Anche perché la polvere nascosta sempre sotto il tappeto, prima o poi ammuffisce.
Piattello rappresenta anche per chi non lo tollera il coriglianese tipo che resiste ancora riportando qualcuno di noi alle origini, alla sintassi approssimata, ai modi non raffinati. Insomma, l’immaginetta del tamarro coriglianese che sopravvive in molti nonostante la coltre dei lustrini, dei ricchi premi e dei cotillons. Un modo inconsapevole il suo, discutibile perché no, per contrastare il conformismo del momento che attraverso i media impone modelli e modi non sempre autentici e spesso solo apparenti.
Lo diceva Pasolini che la Tv avrebbe distrutto la civiltà contadina omologandoci a stili di vita non genuini. Nessuno ne è fuori, sia chiaro. L’Italia e il Sud in particolare vengono da lì. Basterebbe farsene una ragione. Per chi non ci riesce, un consiglio facile facile: cambiare canale o sito. Aiuta. Per intanto tutto va bene.
 
 
 
Commenti
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Marianna Arvia  - pensare...   |82.53.51.xxx |2010-06-08 11:20:11
.........quando la sostanza lascia il posto all'apparenza.......
l'ipocrisia ci
ha già uccisi.... ha ucciso il sud! Parlo ovviamente dell'ipocrisia
"impegnata" quell'ipocrisia che si sfoggia soprattutto quando "si
balla"........
.......e balla balla balla che stanotte viene la
guerra...........
Raffaele   |94.138.48.xxx |2010-06-08 13:13:50
Io, sono, caratterialmente anticonformista,purtroppo i mass media,entrano
nelle nostre abitazioni senza bussare e ci impongono i loro costumi,i
loro stili di vita e noi,comuni mortali,subiamo tutto ciò,a volte senza
renderci conto di quanto ci viene "imposto".Tuttavia,nel nostro
percorso di vita e,quindi,anche per quanto concerne la nostra attività
professionale è importante impegnarsi al massimo,essere quindi
perseveranti,avere molta umiltà ed anche stile."A volte l'abita fa
il monaco" .Vi saluto....
Raffaele   |94.138.48.xxx |2010-06-08 13:14:20
Giampiero Spaccarotella   |95.247.15.xxx |2010-07-20 20:57:05
Calabresi che non fate politica, avete tutti sbagliato mestiere
ROMA – Bisogna
tagliare qui, tagliare là, tagliare ovunque. Chi si rivolta da una parte, chi
accusa dall’altra, chi si ritiene virtuoso e dunque non in dovere di
rimetterci, e chi virtuoso non è proprio e sale sul carro della «legge è
uguale per tutti». Ma chi parla tanto, quanto guadagna? Siamo proprio sicuri
che nei castelli dorati della politica regionale non ci sia davvero nulla da
tagliuzzare qua e là? E se vi dicessero che in Calabria i consiglieri
guadagnano più del presidente francese Sarkozy, o dello spagnolo Zapatero o del
brasiliano Lula, ci credereste?
La realtà è che un eletto alla Regione
Calabria, al netto di alcune indennità, prende di stipendio 11.316 euro al
mese: Zapatero si ferma a 7.296, Sarkozy 6.714, e Lula non arriva a tremila. E
che un consigliere regionale calabrese guadagna più di un collega belga, di un
tedesco e di un...
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